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Calcolo assegno di mantenimento: le dichiarazioni dei redditi non sono mai vincolanti per il giudice

17.11.2025 
 - Andrea Toppani

Una guida pratica per comprendere come i Tribunali valutano realmente la capacità economica dei coniugi

Quando si affronta una separazione o un divorzio, una delle questioni più delicate riguarda la determinazione dell'assegno di mantenimento.

L’Avv. Moira Vecchiato, professionista esperta in diritto di famiglia, ha potuto constatare che molti clienti sono convinti che le dichiarazioni dei redditi dell'ex coniuge rappresentino un limite invalicabile per il giudice. Niente di più sbagliato.

La Cassazione è stata chiarissima: le dichiarazioni fiscali non vincolano mai il Tribunale nella quantificazione dell'assegno di mantenimento perchè sono documenti creati per finalità tributarie, non per fotografare la reale capacità economica di una persona nei rapporti familiari.

Come ha stabilito la Suprema Corte, le dichiarazioni dei redditi hanno una funzione tipicamente fiscale e nelle controversie familiari non hanno valore vincolante per il giudice, che può fondare il suo convincimento su altre risultanze probatorie.

Quello che il giudice guarda davvero

Nella sua esperienza professionale, l’Avv. Moira Vecchiato ha visto Tribunali andare ben oltre i numeri della dichiarazione dei redditi, concentrandosi su elementi molto più concreti:

1. Il tenore di vita effettivo

  • Che auto guida l'ex coniuge?
  • Dove va in vacanza?
  • Che tipo di ristoranti frequenta?
  • Come si veste e dove fa shopping?

2. Il patrimonio reale

  • Immobili posseduti (anche se “di famiglia” e quindi intestati a terzi)
  • Conti correnti e investimenti
  • Beni di lusso (orologi, gioielli, opere d'arte)
  • Partecipazioni societarie

3. I "segnali" economici

  • Capacità di prestare fideiussioni importanti
  • Spese sostenute per hobby costosi
  • Regali di valore ai figli o al nuovo partner

Un caso di studio

Il marito dichiarava 25.000 euro annui, ma:

  • Possedeva tre immobili
  • Guidava una BMW Serie 7
  • Aveva appena ristrutturato casa spendendo 80.000 euro

Il Tribunale ha stabilito un assegno ignorando completamente le dichiarazioni fiscali prodotte in giudizio.

Se sei il coniuge che chiede l'assegno per sé o per i figli minori o maggiorenni ma non economicamente indipendenti:

  • Mai farsi scoraggiare da dichiarazioni dei redditi "povere"
  • Raccogliere prove del reale tenore di vita tenuto in costanza di matrimonio
  • Documentare spese e comportamenti economici incongruenti

Nella pratica professionale, l’Avv. Moira Vecchiato ha imparato che la strategia più efficace è sempre la trasparenza accompagnata da una difesa tecnica competente. Il giudice apprezza l'onestà e “punisce” chi cerca di raggirarlo con artifici contabili.

Le dichiarazioni dei redditi sono solo il punto di partenza, mai quello di arrivo. Il Tribunale guarda alla sostanza, non alla forma. Come avvocato, il compito dell’Avv. Moira Vecchiato è aiutarti a presentare la situazione reale in modo chiaro e convincente, sia che tu debba ricevere un assegno adeguato, sia che tu debba dimostrare la tua effettiva capacità contributiva.

Contatta l’Avvocatessa Moira Vecchiato, in esperta in diritto di famiglia e separazione e divorzio, per una consulenza .

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