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Quando i condomini attuali possono essere chiamati a pagare per i condomini morosi?

06.08.2026 
 - admin

Indice dei contenuti

Cosa accade se alcuni condomini risultano incapienti?

Gli altri condomini possono essere chiamati a pagare le spese condominiali altrui?

In linea generale la ripartizione delle spese condominiali deve necessariamente avvenire secondo i criteri di proporzionalitĂ  fissati nell'art. 1123 c.c. e, pertanto, non è consentito all'assemblea condominiale deliberare a maggioranza di ripartire tra i condomini non morosi il debito delle quote condominiali dei condomini morosi.

Una ripartizione delle spese condominiali in deroga alla regola generale e alle tabelle millesimali regolarmente approvate richiede l'unanimitĂ .

Tuttavia, a determinate condizioni è possibile ripartire l'insoluto di altri condomini risultati incapienti. In questo scenario sorge una nuova obbligazione e il condomino tenuto al pagamento è il destinatario della nuova delibera di riparto.

Quando è possibile ripartire l'insoluto tra gli altri condomini?

Le condizioni rigorose che legittimano il riparto dell'insoluto per spese condominiali in capo agli altri condomini virtuosi sono le seguenti:

  • Deve essere esperita con esito negativo l'azione legale di recupero del credito da parte del condominio verso gli ex condomini morosi e dimostrata la loro incapienza in sede esecutiva.
  • Deve sussistere una situazione di effettiva e improrogabile urgenza di recuperare le somme per esigenze di cassa condominiale, al fine di poter far fronte al pagamento dei creditori condominiali (ad esempio, pericolo di aggressione esecutiva da parte dei creditori del condominio con il conseguente rischio di non avere risorse per garantire i servizi comuni essenziali).
  • Deve essere validamente approvato dall'assemblea condominiale il riparto dell'insoluto.

Come si ripartisce l'insoluto per le spese relative a servizi particolari?

Quando il debito originario Ă¨ sorto per un servizio particolare (ad esempio il riscaldamento centralizzato) cui non tutti i condomini partecipano, il riparto dell'insoluto deve seguire la stessa tabella speciale utilizzata per la spesa originaria, e non quella generale di proprietĂ .

Sarebbe infatti iniquo far contribuire all'insoluto generato da consumi di riscaldamento anche i condomini che non sono mai stati allacciati all'impianto centralizzato.

Il fondo cassa ad hoc deliberato a maggioranza

Come illustrato, il riparto dell'insoluto presuppone il previo esperimento dell'azione esecutiva verso gli ex condomini morosi e la dimostrazione della loro incapienza. Si tratta di un percorso che richiede tempo, anche anni, e che nel frattempo lascia il condominio esposto alle azioni esecutive del creditore, all'anticipazione delle spese legali necessarie per agire contro gli ex condomini e a una possibile paralisi gestionale per mancanza di liquiditĂ .

In attesa che maturino i presupposti per il riparto dell'insoluto, l'amministratore di condominio può convocare l'assemblea e chiedere di deliberare a maggioranza la semplice costituzione di un fondo cassa ad hoc.

Qual è la differenza tra fondo cassa e riparto dell'insoluto?

La differenza con il riparto dell'insoluto Ă¨ sostanziale: il fondo cassa deliberabile a maggioranza costituisce una provvista temporanea destinata alle spese di recupero del credito o al pagamento del creditore per evitare l'esecuzione, ma non imputa definitivamente il debito del condomino moroso ai condomini attuali. Si tratta quindi di un fondo cassa temporaneo.

Pertanto, in caso di effettiva urgenza di reperire risorse per la cassa condominiale, come nell'ipotesi di aggressione in executivis da parte di un creditore del condominio, è consentita una deliberazione assembleare a maggioranza finalizzata a sopperire all'inadempimento del condomino moroso mediante la costituzione di un fondo cassa, trattandosi non di un riparto definitivo dell'insoluto, ma di un'anticipazione di cassa volta a evitare danni maggiori, ferma restando la rivalsa nei confronti dei condomini morosi.

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